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Il tocco osservato


di hot_daddy
19.07.2026    |    1.676    |    0 9.4
"Le sue dita trovarono la mia tuta, scivolarono sotto l’elastico dei pantaloni e poi dentro i boxer..."
La penombra della camera era densa di attesa. Elena si sdraiò supina dopo il massaggio sulla schiena, completamente nuda, la pelle già lucida d’olio.

I suoi seni si alzavano e abbassavano rapidamente. Marco, suo marito, sedeva immobile sulla poltrona, gli occhi che bruciavano di desiderio represso.
Iniziai dal collo e dal décolleté, lasciando che le mie mani scivolassero lente tra i seni, sfiorandoli senza mai fermarsi davvero. Elena sospirava, il corpo che si tendeva verso di me.

Versai altro olio caldo direttamente sulla sua pelle; il liquido dorato scese tra i seni, sull’addome, fino all’ombelico. Le mie mani lo seguirono, massaggiando con movimenti ampi, sempre più audaci.
Quando arrivai all’interno delle cosce, le sue gambe si aprirono spontaneamente, offrendosi. L’aria era impregnata del suo profumo intimo, dolce e muschiato. Le mie dita scivolarono lungo le grandi labbra, già bagnate e gonfie, separandole con una lentezza esasperante.

«Oh… sì…» mormorò Elena, la voce spezzata.
Iniziai a massaggiarla con cura devota: il pollice che tracciava cerchi lenti e costanti intorno al clitoride turgido, mentre due dita scivolavano lungo la fessura, entrando appena dentro di lei, esplorando le pareti calde e setose.
Ogni affondo era misurato, profondo, accompagnato da un movimento rotatorio che stimolava ogni punto sensibile.
Elena cominciò a perdere il controllo. I suoi fianchi si sollevavano dal lettino, cercando di prendere di più. I gemiti divennero continui, sempre più alti, mentre il suo sesso si contraeva intorno alle mie dita. Il piacere la invadeva a ondate: lo vedevo dal rossore che le saliva dal petto al collo, dal modo in cui i capezzoli erano durissimi, dal tremore delle sue cosce.

Marco respirava affannosamente, ipnotizzato dalla vista della moglie che si abbandonava.

Poi Elena, travolta dal piacere crescente, allungò una mano verso di me. Le sue dita trovarono la mia tuta, scivolarono sotto l’elastico dei pantaloni e poi dentro i boxer. Quando avvolse la mia erezione calda e dura con la mano, emisi un respiro rauco. La sua presa era avida, quasi disperata: cominciò a muoverla su e giù, seguendo il ritmo delle mie dita dentro di lei.
«Così… non fermarti…» ansimò, gli occhi semi-chiusi, mentre mi stringeva più forte.

Le mie dita accelerarono appena, penetrandola più profondamente, curvandosi per toccare quel punto dentro di lei che la faceva impazzire. Il pollice premeva con più insistenza sul clitoride, disegnando cerchi stretti e veloci. Elena era completamente invasa dal piacere: il suo corpo si contorceva, i muscoli interni che pulsavano intorno alle mie dita, bagnandole abbondantemente.

La sua mano dentro la mia tuta diventava più frenetica, stringendomi, accarezzandomi dalla base alla punta con movimenti irregolari, persa nel suo stesso godimento. Ogni volta che affondavo dentro di lei, la sua mano rispondeva stringendo più forte, come se volesse trascinarmi nel suo piacere.

«Sto… sto per…» riuscì appena a dire.
Il suo orgasmo fu potente e prolungato. Il corpo si inarcò violentemente, un grido roco le sfuggì dalla gola mentre il sesso si contraeva in spasmi intensi intorno alle mie dita. Ondate di piacere la attraversarono una dopo l’altra, bagnandomi la mano, mentre la sua stretta su di me diventava quasi dolorosamente bella. Continuai a muovermi dentro di lei con dolcezza, accompagnando ogni contrazione, prolungando il suo godimento il più possibile.

Elena tremava tutta, il respiro spezzato, gli occhi lucidi. Solo dopo lunghi secondi la sua mano rallentò dentro la mia tuta, senza lasciarmi, accarezzandomi ancora con movimenti lenti e languidi, come se non volesse interrompere quel contatto.
Marco era immobile, il volto arrossato, lo sguardo carico di un desiderio feroce e soddisfatto allo stesso tempo.
Elena mi guardò, ancora ansante, con un sorriso appagato e malizioso: «Non abbiamo ancora finito… vero?»
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